PROGETTO BARBIANA

un progetto sperimentale di orientamento ai genitori

e di sostegno scolastico

Premessa

In Italia circa un ragazzo su cinque, e in Emilia Romagna circa uno su sette, dopo un periodo di disagio, abbandona la scuola. Se si scompone il dato totale in ragazzi e ragazze italiani e ragazzi e ragazze migranti, tra questi ultimi la percentuale di chi abbandona la scuola è ancora più alto.

“Ma chi sono i ragazzi che vanno male a scuola o che stanno male a scuola, quelli che chiamiamo difficili, con problemi emozionali o disturbi di apprendimento?

Le ricerche ci dicono alcune cose di loro. Le difficoltà sono spesso rilevate dalla prima classe della scuola primaria o già dalla scuola dell’infanzia.

I ragazzi cosiddetti difficili sono accomunati da alcuni atteggiamenti verso la scuola quali l’ostilità, l’incostanza, la trascuratezza, la disorganizzazione. Le famiglie di origine sono in prevalenza di basso livello di istruzione anche se alcune ricerche evidenziano che molti alunni provengono da famiglie con status sociale, economico e culturale medio-alto.

Gli atteggiamenti educativi dei genitori di questi ragazzi sono caratterizzati da orientamenti estremi: l’indulgenza eccessiva, l’autoritarismo o aspettative altissime. Storicamente la letteratura

scientifica relativa alla dispersione e al disagio scolastico si polarizza intorno a due ambiti di riflessione: le caratteristiche dei ragazzi e l’ ambiente di vita.

Ricerche e teorie del primo ambito spiegano il disagio scolastico chiamando in causa le caratteristiche dei ragazzi, l’attitudine allo studio, la motivazione, l’adattamento alla scuola, i percorsi scolastici pregressi, le “doti” intellettive. Ricerche e teorie del secondo ambito affrontano il disagio scolastico chiamando in causa l’ambiente sociale e familiare che non ha fornito quanto era necessario sul piano affettivo, motivazionale, culturale, economico, delle opportunità.

Gli interventi e i programmi di contenimento del disagio scolastico, che a queste teorie e ricerche si rifanno, non hanno pienamente raggiunto gli esiti sperati né a livello nazionale né internazionale.  (…) Proprio in relazione alle altissime percentuali di insuccesso dei programmi di intervento, tende oggi a prevalere l’idea che il disagio scolastico, più che uno status immodificabile (individuale o sociale) sia una relazione, cioè l’esito dell’incontro tra le oggettive caratteristiche individuali e sociali (dunque anche familiari, n.d.a.) dei ragazzi ed il contesto scolastico, nella consapevolezza che quest’ultimo può modificare e ridurre o, al contrario, enfatizzare e perpetuare situazioni di difficoltà”.

Il progetto

La Casa delle Culture ha elaborato un progetto, denominato Barbiana, che ha ottenuto il finanziamento del Ministero per l’integrazione.

Il nome del progetto ci porta immediatamente a Don Milani, a quella scuola per gli ultimi che tra il 1953 e il 1967 rappresentò un formidabile punto di rottura con la scuola che cura solo i sani.

Qui, naturalmente, non si vuole ripercorrerla: alcune suggestioni però ci hanno aiutato.

 

Obiettivi del progetto

Due gli obiettivi principali del progetto:

– tentare di attuare una strategia per ridurre il numero di abbandoni scolastici, dunque ridurre il disagio scolastico, tra i ragazzi (migranti e italiani) che frequentano l’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e la prima classe della secondaria di secondo grado;

– individuare buone pratiche e risoluzione di criticità per la replicabilità del progetto in altri territori della regione o del territorio nazionale.

 

Due i principali strumenti per il raggiungimento degli obiettivi:

  1. Sostegno per l’orientamento alle famiglie nel passaggio cruciale tra la fine della scuola secondaria di primo grado e la scelta della scuola di secondo grado più confacente ai figli;
  2. sostegno extra scolastico (extra non significa a prescindere dalla scuola, bensì fisicamente al di fuori ma in collaborazione con la scuola).

 

Il progetto deve essere visto, per lo più, come un continuum suddiviso in 2 fasi di accompagnamento (per una durata complessiva di un anno).

Nella prima fase, ci si prende cura di circa 20 tra ragazze e ragazzi, con disagi e/o difficoltà linguistiche dovute all’arrivo recente in Italia, che frequentano le scuole secondarie di primo grado di Modena li si traghetta, con consapevolezza e con il coinvolgimento delle famiglie, alle scuole secondarie di secondo grado dove – è questa la seconda fase –  proseguirà il sostegno scolastico.

Nella prima fase ci si prenderà dunque cura – ribadiamo un verbo caro a Don Milani – di ragazzi che frequentano i sei mesi conclusivi delle secondarie di primo grado, nella seconda fase, degli stessi ragazzi che frequenteranno il primo quadrimestre delle scuole secondarie di II grado.

 

Destinatari

20 studenti (circa) dell’ultimo anno delle scuole secondarie di Modena e del primo anno delle secondarie di II grado di Modena e provincia.

Progetto Co-finanziato dal Ministero per l’Integrazione: Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale 

Partner della Casa:

 

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