Progetto: Costruirsi cittadini

Una dei grandi temi della nostra epoca è la costruzione della società interculturale. I fatti drammatici di Parigi confermano ancora una volta che si tratta di una costruzione ardua ma ineludibile (la fotografia sociale dell’Istat è icastica). Crediamo che la pietra angolare di questo edificio sia il coinvolgimento attivo

dei cittadini alla partecipazione, alla vita della comunità cittadina, ossia al processo decisionale. Quanto maggiore sarà il coinvolgimento dei cittadini tanto più grande sarà il numero di cittadini che si riconosceranno nelle decisioni.

Il coinvolgimento è una decisione personale (da qui l’uso della forma riflessiva nel titolo: Costruirsi cittadini) che deve tuttavia fare i conti con forze contrarie (interne ed esterne alla società italiana) che tentano di dissuaderla.

4 le fasi:

  1. coinvolgimento e promozione del progetto tra i destinatari (immigrati di I generazione, G2, profughi);
  2. laboratori;
  3. analisi dei laboratori;
  4. restituzione pubblica.

Il progetto, come anticipato nel punto 1., ruota attorno al tema della partecipazione come pietra angolare per la costruzione di una piena, attiva _ e non semplicemente tollerante – società interculturale. Assume la forma di una ricerca partecipata che si pone di indagare:

  1. sullo stato di partecipazione attiva dei cittadini migranti di prima generazione e G2 (stranieri o italiani acquisiti);
  2. sulle resistenze esterne o personali al pieno esercizio della cittadinanza attiva (migranti di prima generazione e G2);
  3. sulle buone prassi di partecipazione attiva presenti tra i cittadini migranti di prima generazione e G2 (stranieri o italiani acquisiti);
  4. sulla contrapposizione (o scontro generazionale) famiglia – G2 proprio in merito alla partecipazione attiva;
  5. su chi (i profughi e i richiedenti asilo), per esercitare il diritto alla partecipazione nel proprio paese, ha visto minacciata la propria vita. costruzione di 3 gruppi: i) immigrati di prima generazione, soci, simpatizzanti o amici delle associazioni straniere della Casa delle Culture e dell’ associazione partner; ii) ragazze e ragazzi G2 (figli dei soci delle associazioni della Casa; soci di proprie associazioni; frequentatori della Casa delle Culture); iii) profughi e richiedenti asilo;
  6. formazione di i) mediatori e facilitatori di gruppo; e ii) formatore fotografo sugli obiettivi del progetto;
  7. laboratori: i) con 10/15 immigrati di prima generazione (4 incontri di 2 ore ciascuno condotti da un mediatore/facilitatore; ii) con 10/15 ragazze e ragazzi della G2 (4 incontri di 2 ore ciascuno con un facilitatore; iii) con 8/10 rifugiati e richiedenti asilo (6 incontri di 2 ore ciascuno di cui 2 di formazione fotografica e 4 di photovoice, con la presenza di un formatore fotografo (6 incontri) e un facilitatore (4

incontri);

  1. mostra del laboratorio photovoice e restituzione pubblica di tutti i laboratori progetto.

 Progetto co-finanziato da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena 

Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

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