Non c’è futuro senza accoglienza e umanità – 27 gennaio 2022

In occasione della Giornata della memoria, il 27 gennaio 2022 alle ore 20,30, Tam Tam di Pace e comitato di Modena #ioaccolgo organizzano l’incontro online Non c’è futuro senza accoglienza e umanità con

Gianfranco Schiavone, studioso delle migrazioni internazionali, presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà, membro di ASGI
Thomas Casadei, docente di teoria e prassi dei diritti umani, Dipartimento di Giurisprudenza – Unimore

Seguiranno contributi delle associazioni aderenti a Tam Tam di Pace e #ioaccolgo

 

La mattina del 27 gennaio 1945 due giovani soldati sovietici dell’Armata Rossa arrivano a quella che subito appare come una città interamente e accuratamente circondata da una barriera di filo spinato e – così pare – elettrificato.
È il complesso di Auschwitz-Birkenau, il più grande campo di concentramento e sterminio del regime nazista. La macchina del più grande sterminio deliberato ed attuato dall’umanità moderna si rivela in tutto il suo orrore.

L’Europa, che aveva esportato nel mondo la violenza coloniale, sostenuta dall’idea della superiorità razziale della civiltà europea, finisce per esercitare la medesima violenza all’interno dei propri perimetri geografici e culturali: l’”antirazza” ebraica deve scomparire, insieme ai popoli, come i rom, ritenuti indegni di vita, al pari di disabili e malati mentali.

Sulle macerie morali e materiali dell’Europa, i sopravvissuti costruiscono le nuove forme di convivenza pacifica. In Italia e in Germania si discutono e si approvano le nuove costituzioni, ispirati dalla medesima determinazione, concentrata nell’espressione: “mai più”, “nie wieder”. Le Costituzioni dei “vinti” la cui cifra profonda è il ripudio della guerra e la promozione della pace sia all’interno dello Stato sia nei rapporti internazionali. Anche la Dichiarazione universale dei diritti umani del ’48 si basa sul rispetto dei diritti fondamentali e sul “preservare le generazioni dal flagello della guerra”, bandendola per sempre dall’orizzonte della storia.

Si fa strada l’idea – fino ad allora concepita da una ristretta minoranza di intellettuali lungimiranti – di una Europa unita politicamente ed economicamente, garanzia concreta di uno spazio libero dalla tirannia e impegnato nel rispetto dei diritti umani fondamentali. Nel dicembre 2000, a Nizza, viene proclamata la “Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea” [CDFUE]. L’UE si impegna a rispettarla nei confronti di tutti coloro che si affacciano allo spazio europeo.

Il fenomeno migratorio che da metà degli anni ’90 si dirige sull’Europa da sud e da est interessa ora – dopo l’uscita di UK – anche in Nord e non lascia fuori nemmeno il fianco oceanico a Ovest. Ma l’UE non si dimostra all’altezza di questa epocale sfida: messa alla prova l’Europa sembra inesorabilmente scegliere di assumere ancora una volta la forma della “fortezza”. Un’Europa di nuovo chiusa e impenetrabile, non tanto e non solo ai richiedenti asilo, ai rifugiati, ai profughi, quanto a sé stessa, al fondamento stesso della sua esistenza, che sembra oggi, di nuovo dopo e nonostante il ricordo e il monito di Auschwitz, disconoscere e dimenticare.

Quali riflessioni, quali prospettive, quali risorse intellettuali culturali umane, quali forze abbiamo, possiamo reperire e mettere in campo, affinchè l’oblio non si allarghi ai fondamenti stessi delle nostre democrazia?

 

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