Ventimila battiti d’ali: erano bambini, avevano un nome

Dietro ogni numero che leggiamo nelle cronache del genocidio compiuto da Israele a Gaza c’è un volto, una storia, una vita che aveva il diritto di fiorire.

Questa iniziativa nasce dal desiderio profondo di restituire dignità e memoria a bambini, bambine e adolescenti uccisi/e, sottraendoli alla freddezza delle statistiche. Attraverso il gesto semplice e potente della scrittura a mano, vogliamo prenderci cura di ognuno e ognuna di loro: ogni striscia di stoffa diventerà un battito d’ala che, muovendosi al vento, solleverà i loro nomi verso il cielo, legando lo strazio della terra alla pace della memoria.

È un atto collettivo di pace, di empatia e di testimonianza a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Tutte le strisce raccolte saranno unite per dare vita a un grande memoriale pubblico nel centro della città. I dettagli sulla data, il luogo esatto e le modalità dell’installazione sono in via di definizione e verranno comunicati prossimamente su questo sito e sui nostri canali social, Instagram e Facebook.

Come partecipare: ritira il tuo Kit di Scrittura

Il cuore pulsante di questo memoriale risiede nella partecipazione attiva. Non serve essere esperti, basta dedicare un po’ del proprio tempo a un gesto di pura cura e memoria.

Ecco come puoi fare la tua parte:

  1. Ritira il Kit: recati presso la Casa negli orari indicati di seguito per ritirare la tua busta contenente i nomi e tutto il materiale necessario.
  2. Scrivi: all’interno del kit troverai le istruzioni dettagliate per trascrivere a mano i nomi sulle strisce di stoffa.
  3. Riconsegna: Una volta completato il lavoro, riporta il kit compilato alla Casa negli stessi orari, così che le tue strisce possano essere unite a quelle degli altri nell’installazione finale. 

Fai passaparola: questo è un rito di memoria condivisa. Ti invitiamo a coinvolgere attivamente la tua famiglia, i tuoi amici, i vicini di casa e i colleghi di lavoro. Più saremo, più riusciremo a trasformare la scrittura in un vero atto comunitario.

🕒 Orari di ritiro e riconsegna presso la Casa:

Lunedì: 13:00-16:00

Mercoledì: 9:30-12:30

Giovedì: 15:30-18:30

L’ispirazione del progetto

Questo memoriale collettivo non nasce isolato, ma si inserisce in una rete ideale di testimonianza e solidarietà. L’iniziativa trae profonda ispirazione da analoghi progetti di memoria nati spontaneamente in tutta Italia – in particolare dall’esperienza di Firenze e Brescia – che hanno dimostrato come la partecipazione attiva e la trascrizione manuale dei nomi possano trasformarsi in un potente strumento di sensibilizzazione e di partecipazione alla sofferenza della popolazione di Gaza.

La trasparenza dei dati e le nostre fonti

La precisione dei nomi e delle età è un elemento cardine del progetto, necessario per onorare rigorosamente la memoria di ogni singolo minore.

In questa iniziativa abbiamo incluso 18.457 nomi interamente verificati e scritti in caratteri latini. Essi rappresentano una parte significativa degli oltre 20.000 minori di 18 anni che hanno perso la vita a partire da ottobre 2023.

Chi è “bambino”? Coerentemente con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che definisce “fanciulloogni essere umano avente un’età inferiore ai 18 anni, il nostro elenco e la nostra azione di memoria includono tutti i ragazzi e le ragazze under 18. Per noi, ognuno di loro è un bambino o una bambina a cui è stata negata la possibilità di diventare grande.

I nostri numeri e l’anagrafe delle vittime utilizzata per la composizione dei kit sono tratti direttamente dal database open-source di Palestine Datasets organizzazione che, seguendo standard scientifici internazionali nell’analisi dei dati, rende universale e verificabile il materiale grezzo validato dalle Nazioni Unite. Chiunque desideri verificare e consultare la trasparenza di questo lavoro può scaricare il file originale dei dati direttamente qui sul nostro sito:

👉 Scarica qui il dataset originale dei dati in csv

Per dovere di onestà, trasparenza e precisione metodologica, abbiamo effettuato controlli anagrafici e check incrociati basandoci sulle seguenti fonti ufficiali e database di riferimento:

  • I Registri Nominativi del Ministero della Salute di Gaza (gestito dalle autorità di Hamas): i lunghi elenchi contenenti i dati identificativi completi (nome, cognome, sesso e numero di documento d’identità) che vengono digitalizzati, trascritti in caratteri latini e resi fruibili in formato foglio di calcolo spesso sul Canale Telegram del ministero e altri mezzi ufficiali. 
  • WHO / Health Cluster Dashboard (OMS): la piattaforma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che monitora, verifica e valida scientificamente i flussi di dati sanitari relativi ai decessi. I dati aggregati e i trend sono monitorati tramite il portale who.int.
  • OCHA oPt (Nazioni Unite): l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari nei territori palestinesi occupati, che centralizza i dati demografici validati e fornisce la mappatura statistica ufficiale su ochaopt.org.

La nostra scelta metodologica per il 2026

Il bilancio complessivo delle giovani vite spezzate ha purtroppo superato la drammatica soglia degli oltre 20.000 minori. Per garantire l’assoluto rigore scientifico richiesto dal progetto, l’installazione si fonda su 18.457 nomi ed età di bambini, bambine e adolescenti i cui dati sono stati già interamente riscontrati, validati in modo indipendente e trascritti in caratteri latini fino all’estate del 2025.

I restanti nomi necessari a coprire il bilancio reale provengono dai flussi continui emessi dal Ministero della Salute locale. Vogliamo tuttavia evidenziare come, a causa del collasso totale delle infrastrutture civili e della distruzione degli uffici anagrafici, registrare e verificare i dati sia diventata un’operazione drammatica. Attualmente esistono ampi elenchi e bollettini redatti in lingua araba che contengono migliaia di altri nominativi (Clicca qui per visualizzare l’elenco aggiornato ad oggi, almeno numericamente): si tratta di liste provvisorie che, proprio a causa dell’emergenza sul campo e dell’impossibilità di effettuare controlli incrociati stabili, attendono ancora una validazione ufficiale e una traduzione definitiva. A questi registri si aggiungono, infine, le migliaia di minori che risultano tuttora dispersi sotto le macerie, i cui nomi non potranno essere formalmente inseriti nel memoriale fino al loro doloroso e definitivo riconoscimento.